“STOP ILLEGAL IMMIGRATION MAKE ITALY GREAT AGAIN”.
Qualcuno l’ha
scritto ieri notte sul mio mural “Enea, Anchise e...”, dipinto un paio
di anni fa a Roma, in zona Torrino Mezzocamino, in cui ho reinterpretato
il mito di Enea, eletto dai romani come padre fondatore, antenato di
Romolo e Remo. Ho dipinto quel mural proprio là perché il quartiere
guarda nella direzione dell’antica Lavinium, dove il mito racconta sia
approdato Enea in fuga da Troia in fiamme, l’ho dipinto per il progetto
GRAArt, da me ideato per M.U.Ro - Museo Urban di Roma con la consulenza storica della scrittrice Ilaria Beltramme.
L'opera "Enea, Anchise e..." nel quartiere Mezzocammino a Roma, qui vandalizzata
Il vandalo ha cancellato gli occhi al padre di Enea, Anchise - l’uomo
vecchio a terra che rappresenta il passato - e gli occhi della bambina,
che rappresenta il futuro.
Cosa fare ora? In casi come questo c’è
chi si arrabbia e si sfoga su Facebook, chi si rassegna a perdere opere
dipinte in strada poiché ovvie prede di chiunque, e poi c’è chi si
organizza per ripristinare il murale perché come cittadino sa che è un
bene prezioso di sua proprietà e per questo ci tiene a conservarlo.
Potremmo restare a guardare cosa accadrà, se quella scritta non ci
ponesse una questione che va ben oltre il dibattito sulla conservazione
di Street Art, murales & co.
Quella scritta oltre ad essere uno
sputo sul quartiere e su ciò che io ho cercato di fare di bello per chi
ci vive, è anche uno schiaffo al significato dell’opera stessa, dunque
una risposta a me che mi sono permesso di avvicinare idealmente il
profugo Enea a un immigrato arrivato in Italia anche lui dal mare ma con
un barcone della speranza. Bene, e allora chiunque tu sia che hai
chiuso gli occhi a mio padre e a mia figlia (loro sono i modelli del
dipinto...) sappi che non è così che li chiudi a me o che impedisci ad
altri uomini liberi come me di guardare il mondo senza paure né
pregiudizi.
Vatti a studiare il mito di Enea, così da comprendere che
con questo gesto non offendi me o la mia opera, ma stai offendendo la
storia di Roma e dei romani, proprio come hanno fatto per decenni quel
politicante a cui evidentemente ti ispiri e il suo partito, finché non
si è trattato di venire a mangiarsela anche loro Roma. Allora hanno
cambiato nemico tirando fuori le favole dell’immigrazione illegale e
della grande Italia. Non vi fate trascinare in queste paure,
l’immigrazione non può essere illegale perché sia la Costituzione
Italiana che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono la
libertà di espatrio, e poi se la grande Italia a cui si riferiscono
questi deliri è quella del fascismo e delle sue spaventose camicie nere,
sappi mio caro vandalo che anche tu hai quel diritto di espatriare in
un regime dittatoriale se questa democrazia che la Costituzione ancora
ci garantisce ti da’ tanto fastidio.
Questa stessa democrazia che ti
permette di scrivere sui muri e sulle opere d’arte senza mandarti al
patibolo effettivamente concede tanti diritti che vengono usati spesso
inutilmente...
Al MURo Festival l’11, il 18 e il 19 maggio al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma
parleremo anche di tutto questo, se venite sabato 11 maggio vedrete il
documentario che racconta la nascita e i significati proprio di questo
mural, mentre domenica 9 giugno il Festival si espande con una data
Off-Topic dove l’argomento non sarà Street Arte e Arte Pubblica stavolta
ma proprio le migrazioni e il diritto di espatrio. Quel giorno saremo
noi artisti a fare le domande a chi se ne intende di questi temi, per
capirci tutti qualcosa in più.
Grazie caro vandalo dunque, per averci
ispirato questo incontro del 9 giugno.
Per un artista tutto può
essere fonte d’ispirazione.