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9 maggio 2019

Fare arte è fare politica, sempre e comunque.

Fare arte è fare politica, sempre e comunque. 
E se quell’arte è in strada il potenziale politico dell’opera diventa folgorante. 

Con il progetto di arte pubblica GRAArt siamo andati a recuperare il senso di storie e miti identitari della nostra tradizione restituendoli in chiave artistica contemporanea ai rispettivi territori. 

Abbiamo dimostrato così che la nostra vera identità è legata all'intera umanità che ci ha preceduto e ha viaggiato nei millenni da un Continente all'altro mescolando usi e costumi di popoli diversi, e non solo a quelle zolle di terra in cui viviamo, che spolpiamo fino all'esaurimento e che definiamo "nostre".

Ecco un estratto dal documentario "Questo insensato desiderio di luce" che racconta com'è nato il mio murale "Enea, Anchise, e..." a Roma e che mostra come il mito di un'antica e lontana discendenza fosse ritenuto dai romani più dignitoso ed importante di una realtà storica vincolata al territorio di origine.


2 maggio 2019

Make Italy great again

“STOP ILLEGAL IMMIGRATION MAKE ITALY GREAT AGAIN”.
Qualcuno l’ha scritto ieri notte sul mio mural “Enea, Anchise e...”, dipinto un paio di anni fa a Roma, in zona Torrino Mezzocamino, in cui ho reinterpretato il mito di Enea, eletto dai romani come padre fondatore, antenato di Romolo e Remo. Ho dipinto quel mural proprio là perché il quartiere guarda nella direzione dell’antica Lavinium, dove il mito racconta sia approdato Enea in fuga da Troia in fiamme, l’ho dipinto per il progetto GRAArt, da me ideato per M.U.Ro - Museo Urban di Roma con la consulenza storica della scrittrice Ilaria Beltramme.

L'opera "Enea, Anchise e..." nel quartiere Mezzocammino a Roma, qui vandalizzata

Il vandalo ha cancellato gli occhi al padre di Enea, Anchise - l’uomo vecchio a terra che rappresenta il passato - e gli occhi della bambina, che rappresenta il futuro. 

Cosa fare ora? In casi come questo c’è chi si arrabbia e si sfoga su Facebook, chi si rassegna a perdere opere dipinte in strada poiché ovvie prede di chiunque, e poi c’è chi si organizza per ripristinare il murale perché come cittadino sa che è un bene prezioso di sua proprietà e per questo ci tiene a conservarlo. Potremmo restare a guardare cosa accadrà, se quella scritta non ci ponesse una questione che va ben oltre il dibattito sulla conservazione di Street Art, murales & co. 


Quella scritta oltre ad essere uno sputo sul quartiere e su ciò che io ho cercato di fare di bello per chi ci vive, è anche uno schiaffo al significato dell’opera stessa, dunque una risposta a me che mi sono permesso di avvicinare idealmente il profugo Enea a un immigrato arrivato in Italia anche lui dal mare ma con un barcone della speranza.  Bene, e allora chiunque tu sia che hai chiuso gli occhi a mio padre e a mia figlia (loro sono i modelli del dipinto...) sappi che non è così che li chiudi a me o che impedisci ad altri uomini liberi come me di guardare il mondo senza paure né pregiudizi. 

Vatti a studiare il mito di Enea, così da comprendere che con questo gesto non offendi me o la mia opera, ma stai offendendo la storia di Roma e dei romani, proprio come hanno fatto per decenni quel politicante a cui evidentemente ti ispiri e il suo partito, finché non si è trattato di venire a mangiarsela anche loro Roma. Allora hanno cambiato nemico tirando fuori le favole dell’immigrazione illegale e della grande Italia. Non vi fate trascinare in queste paure, l’immigrazione non può essere illegale perché sia la Costituzione Italiana che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono la libertà di espatrio, e poi se la grande Italia a cui si riferiscono questi deliri è quella del fascismo e delle sue spaventose camicie nere, sappi mio caro vandalo che anche tu hai quel diritto di espatriare in un regime dittatoriale se questa democrazia che la Costituzione ancora ci garantisce ti da’ tanto fastidio. 
Questa stessa democrazia che ti permette di scrivere sui muri e sulle opere d’arte senza mandarti al patibolo effettivamente concede tanti diritti che vengono usati spesso inutilmente...

Al MURo Festival l’11, il 18 e il 19 maggio al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma parleremo anche di tutto questo, se venite sabato 11 maggio vedrete il documentario che racconta la nascita e i significati proprio di questo mural, mentre domenica 9 giugno il Festival si espande con una data Off-Topic dove l’argomento non sarà Street Arte e Arte Pubblica stavolta ma proprio le migrazioni e il diritto di espatrio. Quel giorno saremo noi artisti a fare le domande a chi se ne intende di questi temi, per capirci tutti qualcosa in più. 


Grazie caro vandalo dunque, per averci ispirato questo incontro del 9 giugno.
Per un artista tutto può essere fonte d’ispirazione.

30 marzo 2017

Questo insensato desiderio di luce

"Enea, Anchise, e..."
Murale. Viale Luigi Guglielmi (sotto il G.R.A.), Roma. Marzo 2017.

«(...) Tre figure si stagliano su uno sfondo rosso sangue: due uomini e una ragazzina. È un trio che appartiene al mito più prezioso della città, rappresentato innumerevoli volte dagli artisti di tutte le epoche (Raffaello e Bernini fra tutti). In questo caso però, la fuga di Enea da Troia in fiamme “avviene” sulla spiaggia dell’antica Lavinium, all’approdo, come in un’istantanea capace di contenere l’idea di passato, presente e futuro in un’unica immagine simbolica.
E infatti, non per nulla, quest’opera cita anche un altro stilema, quello delle rappresentazioni delle tre età dell’uomo. Anchise, l’uomo anziano sulla destra, il passato, benedicente anche se tragico; Enea, profugo arcaico e fondatore, il presente, al centro; e a sinistra, Ascanio Iulo, padre della dinastia che condusse Romolo e Remo sulle sponde del Tevere, il futuro. Ma qui il futuro è inteso di una diversa qualità. Una qualità femminile, che forse rimanda a Lavinia, la principessa latina che fu, di fatto, la ragione per cui Enea si fermò sulle coste del Tirreno. L’amore che diede vita al sangue di Roma. (...)».

Ringrazio di cuore la scrittrice Ilaria Beltramme per queste generosissime parole (e per tutte le altre che potete leggere QUI su GRAArt.it)