2 maggio 2019

Make Italy great again

“STOP ILLEGAL IMMIGRATION MAKE ITALY GREAT AGAIN”.
Qualcuno l’ha scritto ieri notte sul mio mural “Enea, Anchise e...”, dipinto un paio di anni fa a Roma, in zona Torrino Mezzocamino, in cui ho reinterpretato il mito di Enea, eletto dai romani come padre fondatore, antenato di Romolo e Remo. Ho dipinto quel mural proprio là perché il quartiere guarda nella direzione dell’antica Lavinium, dove il mito racconta sia approdato Enea in fuga da Troia in fiamme, l’ho dipinto per il progetto GRAArt, da me ideato per M.U.Ro - Museo Urban di Roma con la consulenza storica della scrittrice Ilaria Beltramme.

L'opera "Enea, Anchise e..." nel quartiere Mezzocammino a Roma, qui vandalizzata

Il vandalo ha cancellato gli occhi al padre di Enea, Anchise - l’uomo vecchio a terra che rappresenta il passato - e gli occhi della bambina, che rappresenta il futuro. 

Cosa fare ora? In casi come questo c’è chi si arrabbia e si sfoga su Facebook, chi si rassegna a perdere opere dipinte in strada poiché ovvie prede di chiunque, e poi c’è chi si organizza per ripristinare il murale perché come cittadino sa che è un bene prezioso di sua proprietà e per questo ci tiene a conservarlo. Potremmo restare a guardare cosa accadrà, se quella scritta non ci ponesse una questione che va ben oltre il dibattito sulla conservazione di Street Art, murales & co. 


Quella scritta oltre ad essere uno sputo sul quartiere e su ciò che io ho cercato di fare di bello per chi ci vive, è anche uno schiaffo al significato dell’opera stessa, dunque una risposta a me che mi sono permesso di avvicinare idealmente il profugo Enea a un immigrato arrivato in Italia anche lui dal mare ma con un barcone della speranza.  Bene, e allora chiunque tu sia che hai chiuso gli occhi a mio padre e a mia figlia (loro sono i modelli del dipinto...) sappi che non è così che li chiudi a me o che impedisci ad altri uomini liberi come me di guardare il mondo senza paure né pregiudizi. 

Vatti a studiare il mito di Enea, così da comprendere che con questo gesto non offendi me o la mia opera, ma stai offendendo la storia di Roma e dei romani, proprio come hanno fatto per decenni quel politicante a cui evidentemente ti ispiri e il suo partito, finché non si è trattato di venire a mangiarsela anche loro Roma. Allora hanno cambiato nemico tirando fuori le favole dell’immigrazione illegale e della grande Italia. Non vi fate trascinare in queste paure, l’immigrazione non può essere illegale perché sia la Costituzione Italiana che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono la libertà di espatrio, e poi se la grande Italia a cui si riferiscono questi deliri è quella del fascismo e delle sue spaventose camicie nere, sappi mio caro vandalo che anche tu hai quel diritto di espatriare in un regime dittatoriale se questa democrazia che la Costituzione ancora ci garantisce ti da’ tanto fastidio. 
Questa stessa democrazia che ti permette di scrivere sui muri e sulle opere d’arte senza mandarti al patibolo effettivamente concede tanti diritti che vengono usati spesso inutilmente...

Al MURo Festival l’11, il 18 e il 19 maggio al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma parleremo anche di tutto questo, se venite sabato 11 maggio vedrete il documentario che racconta la nascita e i significati proprio di questo mural, mentre domenica 9 giugno il Festival si espande con una data Off-Topic dove l’argomento non sarà Street Arte e Arte Pubblica stavolta ma proprio le migrazioni e il diritto di espatrio. Quel giorno saremo noi artisti a fare le domande a chi se ne intende di questi temi, per capirci tutti qualcosa in più. 


Grazie caro vandalo dunque, per averci ispirato questo incontro del 9 giugno.
Per un artista tutto può essere fonte d’ispirazione.

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