25 ottobre 2013

E noi a Gino lo pittamo


Ecco, lui è Gino, il barbiere cantante del Quadraro. 


Gino ha iniziato la professione a fine anni 40, quando aveva sette anni, fingendo di rasare la barba a Totò che era cliente del padre, barbiere suo maestro, e se lo vieni a trovare a via dei Quintili 63/a ti mostra i suoi album fitti fitti di foto con Alberto Sordi, Monica Vitti, Giuliano Gemma, Nino Manfredi, Franco Franchi, la Carrà e mucchi di divi di Cinecittà e starlette della tv anni 70. 
E ti racconta delle mangiate con loro. 
Le sue storie ti riportano al Quadraro degli anni 50 e 60, quando via dei Quintili si chiamava via Centrale, era piena di vita e frequentata da Pasolini, la Magnani, da attori e registi di Cinecittà che qua venivano all'osteria, a trattare coi tanti artigiani che lavoravano per il cinema o a raccogliere comparse tra gli abitanti.
Ogni mattina Gino apre il locale e, se non ha tra le mani capelli e barbe, si accomoda alla tastiera a cantare le sue arie romanesche, canti d'amore e di coltello, canzoni napoletane, melodie oltralpe da chansonnier e via così, il repertorio arriva fino a Sinatra. 
Nel quartiere dove vivo aleggia tutti i giorni la sua musica. Altro che Spotify. 

Di recente mi è venuta voglia di fargli una sorpresa e, conoscendo il suo egocentrismo d'artista, ho dipinto questo ritratto sornione. 
L'ho attaccato di sera, a locale chiuso, perché la mattina dopo lo accogliesse al suo arrivo. 
Beh, quando Gino l'ha visto non me ne ha chiesto subito un altro?


P.S.: Questo sopra è un intervento artistico urbano non autorizzato, cosa che generalmente io evito di fare. Considerando però le condizioni disastrose - con tanto di intonaco pericolante come si vede in foto - in cui i proprietari tengono questo palazzo dove Gino ha il locale, palazzo di 5 piani costruito negli anni 60, suppongo abusivamente, in un'area che era destinata a ospitare solo case al massimo di 2 piani, ho ritenuto che Gino non meritasse quel degrado e che, almeno per dare un po' di equilibrio all'incuria, il muro del barbiere cantante del Quadraro fosse degno piuttosto di un mio intervento artistico di gratificazione ed estetico di abbellimento.

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